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25.04.2020. Di Alessandro Mezzetti

Il progetto espressivo e creativo de “Gli Argonauti”

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A seguito della presentazione del mio percorso, trattato nel precedente post, desidero illustrare il progetto che, da molti anni, caratterizza la mia ricerca espressiva e creativa che si realizza nel lavoro dell’associazione Gli Argonauti.

Il laboratorio, che ho il piacere di coordinare, nasce anche grazie allo spirito di collaborazione di laureati e studenti dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”. In linea con il patrimonio culturale della Ginnastica Educativa, ha, allo stesso tempo, dato continuità e contribuito alla trasformazione del “saggio ginnico”; alla dimostrazione di abilità e prestanza fisica che caratterizzava le performance presentate nel passato, il laboratorio, con il tempo, ha sempre più consolidato la necessità di dare spazio alla ricerca creativa ed espressiva e alla valorizzazione delle caratteristiche personali di ogni partecipante.

Il vissuto sportivo dei componenti il gruppo ha sempre contraddistinto le performance; la naturalezza e l’essenzialità della gestualità, l’armonizzazione del movimento con la musica, lo spirito di squadra e l’atletismo, sono gli aspetti che permeano ogni proposta creativa del gruppo.

Il percorso può essere considerato parallelo a quello delle discipline di nuova tendenza che essenzialmente nascono dal bisogno di ognuno di ricercare e affermare il proprio modo di esprimersi e che rappresenta una nuova forma di concepire e vivere lo sport. Uno sport in cui la comunicazione ha più valore della competizione e il piacere di assaporare l’emozione del movimento è più gratificante della ricerca stessa della performance.

L’esperienza di grandi realtà spettacolistiche come i Momix i Kataklò e non ultimo il Cirque du Soleil, hanno evidenziato quanto i linguaggi dello spettacolo teatrale e dello sport si attraggano e inevitabilmente si contaminino sviluppando prodotti di grandissima valenza artistica. Nella produzione di queste compagnie si riconosce inequivocabilmente la raffinata sintesi tra l’essenzialità del movimento atletico e una espressività capace di far trasparire emozioni.

Tale considerazione ci ha portato a riconoscere in questo nuovo linguaggio, così ricco di valenze afferenti da diversi ambiti culturali, uno strumento di grandissimo impatto per lo sviluppo di una progettualità educativa incentrata sull’attività motoria espressiva; la prospettiva auspicabile è sviluppare quelle potenzialità creative e artistiche che tanta importanza hanno nel processo di crescita relazionale, morale e sociale della Persona.

Tale concezione rinforza il valore di ciò che caratterizza il nostro lavoro: la profonda consapevolezza di quanto, nella ideazione e realizzazione delle performance, l’obiettivo principale sia l’esperienza stessa che risulterà essere corporea, intellettiva, emotiva e sociale.

Il “saggio-spettacolo”, per noi, non è mai il fine ma è il mezzo per la valorizzazione di un processo che ha sempre come riferimento lo sviluppo delle potenzialità espressive e creative della Persona.

Il laboratorio, con il suo studio, in continua evoluzione, è impegnato nella sperimentazione dell’utilizzo ginnico-atletico di attrezzature convenzionali e non, tale modalità ha caratterizzato in particolare il lavoro nel passato. Il nuovo obiettivo che il gruppo si è posto è orientato verso la possibilità di considerare oggetto della ricerca creativa un qualsiasi spazio che, per le sue caratteristiche, dia la possibilità di raccontare e raccontarsi, lasciando libertà di espressione delle capacità creative, della volontà esplorativa e delle potenzialità atletiche della Persona.

Il diversificato vissuto dei componenti il gruppo, espressione di discipline che vanno dalle più tradizionali alle più innovative, garantisce una capacità di adattamento ed improvvisazione proprie della cultura dello sport. Inoltre, il grande numero di performers partecipanti alle iniziative culturali e di spettacolo dell’associazione, rappresenta un potenziale non comune che offre la possibilità di movimentare grandi masse di attori, al fine di rendere il prodotto creativo sempre originale e di grande impatto comunicativo.

Questo progetto culturale, definito da noi “Teatro dei luoghi de Gli Argonauti”, è caratterizzato dalla contestualizzazione della ricerca creativa sul luogo traendo spunto dalle caratteristiche precipue del sito e valorizzando quelle specificità che sono sintesi di una alchimia di energie diverse. Alchimia energetica che fa di un luogo fisico uno spazio ricco di significati e di storia, a cui si aggiunge, nel momento della performance, l’apporto vitale del gruppo.

Il prodotto creativo non potrà prescindere da quel luogo, da quel contesto, non potrà essere esportato, non potrà essere realizzato se non in quella dimensione.

Ciò darà al “luogo”, spazio che già di per sé è “teatro”, un valore che non potrà essere ridotto a semplice scenografia. L’utilizzo e la scelta della musica, specialmente se dal vivo, contribuisce ad arricchire l’impatto emotivo e rappresenta il collante comunicativo che ha funzione di guida e coordinamento temporale dell’evento. In questo progetto assume un ruolo fondamentale l’utilizzo della luce artificiale (gli eventi si realizzano in notturna) che ha la funzione di scoprire la dinamica spettacolare dell’evento e di guidare lo spettatore, immerso nella rappresentazione, in un percorso in cui viene costantemente spinto a modificare la percezione di ciò che accade intorno a lui e stimolato a interagire con la dinamica degli accadimenti.

Tengo a ribadire, come già affermato precedentemente, che nella ricerca di nuove e sempre più articolate soluzioni motorie integrate in un progetto complesso come il “Teatro dei Luoghi de Gli Argonauti”, i nostri intenti sono sempre mirati a valorizzare il vissuto personale e la componente espressivo-creativa considerata come elemento fondamentale per lo sviluppo della Persona.

“…ognuno di noi possiede il seme di un grande potenziale espressivo, la ricerca dello sviluppo di tale capacità può essere illuminata solo dalla umile consapevolezza del proprio valore…”

Alessandro Mezzetti

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